Conosciute anche con il nome di Uluru, Ayers Rock si presenta come uno dei massicci rocciosi più imponenti e famosi dell’Australia, il complesso roccioso sorge nell’entroterra australiano, nel cosiddetto Outback, nello stato del Northen Territory, all’interno del Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta e si presenta sicuramente come uno degli spettacoli naturalistici di maggiore pregio, bellezza e particolarità che l’Australia riesca ad offrire ai propri visitatori.
Si tratta di un massiccio montuoso straordinariamente imponente che può essere avvistato fino ad una distanza di decine di chilometri, si caratterizza per la sua colorazione rossa che, in base alla diversa inclinazione della luce solare può variare dal viola all’ocra, dal bronzo all’oro, per la sua singolarità e la sua immensa meraviglia viene considerato il simbolo della terra australiana ed è il luogo sacro per gli Aborigeni.
Per quanto riguarda le sue caratteristiche fisiche, Ayers Rock viene considerata come la parte emersa di un monolito sotterraneo di dimensioni ancora più grandi, che viene riconosciuto con le due formazioni del Monte Connor e del Kata Tjuta.
L’Uluru è sicuramente un luogo di grande fascino e magia, dove rimanere affascinati dalle sue enormi dimensioni e dai giochi di colore che il massiccio offre, con il cambiare delle stagioni ed il trascorrere delle ore del giorno, la roccia, che naturalmente è di colore rosso porpora, assume le più diverse colorazioni, che possono variare dall’oro al viola, questo fenomeno è dovuto alla presenza, nella roccia di ferro e feldspati, questi ultimi elementi che riflettono naturalmente la luce rossa che li colpisce.
Il complesso di Ayers Rock è il luogo sacro della popolazione aborigena, che lo vede come la fonte di numerosi miti e leggende della tradizione, per moltissimi ani però è stato il Governo Australiano ad averne il controllo e solamente nel corso del 1985 esso fu restituito agli indigeni anche se solo in maniera formale, le condizioni per la restituzione alla popolazione aborigena prevedevano che per 99 anni il controllo sul complesso di Uluru fosse esercitato in concomitanza con il National Parks and Wildlife, gli aborigeni sono infatti contrari alla pratica, molto turistica, di scalare la montagna, sia per motivi strettamente di sicurezza, in quanto le pareti sono scivolose e c’è il pericolo di problemi cardiaci per i malati di cuore, per le alte temperature e per la notevole fatica, sia perché è un luogo sacro.

